

Viaggiare senza lasciare un impatto, lo sappiamo, è un’utopia. Spostarsi da un luogo all’altro e attraverso un luogo lascia inevitabilmente una traccia – del proprio spostamento e della propria presenza. Possiamo però scegliere coscientemente che tipo di traccia vogliamo lasciare, optare per una tipologia di viaggio che vada a impattare il meno negativamente possibile la nostra meta – e che anzi possa, nei limiti del possibile e senza snaturarla, contribuire positivamente al suo sviluppo.
Il viaggio a piedi crea una relazione più profonda con i luoghi: percorrere un sentiero, passo dopo passo, muovendosi lentamente all’interno di un territorio; giungere in un bar pieno di locali mescolati ai camminatori, sentire tracce di storie lontane unite alla regolarità di un paese che vive; pernottare in una struttura che sappiamo rimane aperta ed è forse anche nata proprio per accoglierci, dando lavoro a qualcuno, convincendo qualcun altro a tornare.
Allora sì che possiamo sentire che la nostra presenza conta davvero, che la sostenibilità che vogliamo perseguire non è un fatto solo ambientale ma anche umano e territoriale, fatto di interazione rispettosa con i luoghi e chi li abita, di scambio di valori e di belle energie, di influire positivamente su un territorio.
E possiamo anche ragionare su un concetto diverso di traccia: da una parte quella che lasciamo – positiva o negativa che sia – ma dall’altra anche quella che il viaggio a piedi lascia dentro di noi.
Ecco come scegliere un viaggio a piedi può supportare i territori: abbiamo scelto di raccontartelo attraverso esempi concreti, viaggi che abbiamo sviluppato e continuiamo a proporre con entusiasmo per quello che di buono riescono a fare per i luoghi che attraversano.
Se vuoi scoprire qual è il cammino più adatto a te, o cerchi ispirazione per individuare il tuo prossimo itinerario,
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Una cosa bella dei viaggi a piedi è che spesso i Cammini, con i loro percorsi “predefiniti” che seguono motivazioni storiche, religiose o di qualsiasi altro tipo, attraversano piccoli borghi e paesi tendenzialmente sconosciuti; così facendo si portano le persone fuori dai grandi circuiti del turismo di massa, si sostengono economie diffuse e piccole attività locali, e si attraversano comunità la cui identità non è stata irrimediabilmente toccata dal turismo.
Così sostieni economie diffuse e piccole attività, contribuisci a distribuire valore economico sul territorio e hai più possibilità di sviluppare relazioni umane sincere e disinteressate.
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L’esempio che ci sta più a cuore di questo è la Magna Via Francigena, un cammino che ha toccato molto positivamente i territori che attraversa: partendo da Palermo e giungendo fino ad Agrigento attraversa la Sicilia interna, quella non tradizionalmente associata all’isola di mare, sole e vulcani.
Le comunità locali – ad esempio Prizzi, dove diverse persone hanno ristrutturato le case dei nonni per accogliere i pellegrini e molti giovani sono rientrati a casa – vivono anche grazie al cammino e ai suoi viaggiatori: l’accoglienza è umana, grata e calorosa. Si entra in un bar di paese e ci si sente a casa, l’ospitalità è familiare. Le persone sono sinceramente felici di accoglierti.
Per scoprire al meglio il territorio, ti consigliamo di visitare il CIDMA di Corleone – che porta avanti il racconto delle persone che hanno combattuto contro la mafia – per scoprire un territorio che resiste orgogliosamente alle nomee e ai condizionamenti.
Non tutti i territori soffrono di overtourism: alcuni sono toccati da un turismo più sporadico, forse non pienamente cosciente della bellezza e del valore del territorio che li ospita. Ecco che il viaggio a piedi diventa il turismo lento e rispettoso di cui queste realtà hanno bisogno; valorizza territori meno conosciuti e nello stesso tempo aiuta le persone a scoprirli. Non come semplici alternative a mete più conosciute, ma come realtà con una loro personalità e cultura, con tanto da offrire.
Viaggiatori che percorrono lentamente strade e sentieri, si fermano ad ascoltare, interessati e attenti, sono il pubblico giusto e più meritevole per queste mete.
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Catalogare il Cilento come semplice alternativa alla Costiera Amalfitana significherebbe davvero diminuirne il valore: ma è vero che ne condivide alcune splendide caratteristiche pur non essendo ancora toccato dalle grandi masse di turisti.
Il Cilento presenta una natura incontaminata, conservata da aree naturalistiche protette, borghi e spiagge meno affollati e premiati spesso con bandiere blu e altre classificazioni che testimoniano quanto bello e pulito sia il suo mare; incanta con aree archeologiche di importanza internazionale e con una gastronomia unica in Italia – questa è la patria di alcuni tra gli ingredienti italiani più celebrati, come la mozzarella di bufala.
Puoi scegliere di visitare i produttori locali – dal vino al formaggio, qui tutto è delizioso – e con noi pernotterai in strutture locali a gestione familiare, perfette per farti raccontare perché questo luogo è davvero speciale.
Vedere il viaggio semplicemente come un’invasione dei territori sarebbe davvero sbagliato: il viaggio, soprattutto quello a piedi, può diventare presenza e sostegno concreto ai territori.
Quando i luoghi sono ancora fragili, provati da eventi traumatici o messi a dura prova dall’isolamento e dallo spopolamento, il turismo lento può aiutare a mantenere vivi servizi e comunità: accarezza paesi e paesaggi e li mantiene vivi.
I cammini nati in territori fragili o feriti servono anche a questo: a riportare vita, entusiasmo e umanità in luoghi che stanno lentamente tornando a splendere.
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Questo viaggio attraversa territori colpiti dal terremoto in Umbria, ma sarebbe riduttivo pensarlo solo come un itinerario che li collega. È un viaggio tra piccoli paesi lontani dai grandi flussi, che aiuta a supportare la loro economia e offre un’occasione di rinascita.
È anche un viaggio profondamente meditativo, dove ogni passo è pervaso da una bellissima energia, dal silenzio della natura che ti accoglie e ti accompagna.
Si può scegliere di fermarsi nei piccoli negozi dei borghi per acquistare prodotti locali – olio d’oliva, salumi umbri, miele, legumi e vini del territorio – visitare musei e magari viaggiare fuori stagione per ampliare ulteriormente la propria influenza positiva.
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La Majella è una parte incantata dell’Abruzzo: una regione spesso ignorata dal turismo internazionale ma che è ancora teatro di una natura fortissima, dove piccoli borghi punteggiano un paesaggio impressionante fatto di montagne selvagge; un luogo unico, dove il turismo lento diventa valorizzazione del territorio nel pieno rispetto della natura e dei suoi abitanti.
Per approfondire il contatto con il territorio puoi partecipare a esperienze con guide locali oppure a una lezione di cucina. Un altro modo per portarsi a casa l’impronta di un luogo che abbiamo amato.
Viaggiare lentamente cambia anche noi: l’impronta rimane dentro di noi, nelle cose che facciamo, nelle prospettive e nelle cose che abbiamo imparato.
Dopo un viaggio trascorso a camminare, anche il ritorno è diverso: si consuma meno, si vive con più essenzialità; soprattutto si osserva di più e si crea un rapporto più attento con ciò che ci circonda.
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Tra Marche, Toscana ed Emilia-Romagna, il Montefeltro è una terra silenziosa e sorprendente, fatta di colline, castelli e borghi, con una bellezza discreta e autentica.
Camminare qui significa scoprire botteghe artigiane, piccole realtà culturali e un patrimonio che vive ancora nel territorio.
È un viaggio che insegna il valore della lentezza e dell’attenzione.
Il viaggio può e deve lasciare qualcosa di positivo, creando una connessione con i luoghi e le persone.
Ogni scelta di viaggio contribuisce a modellare un territorio: possiamo impegnarci perché sia il più possibile rispettosa e rigenerativa.
Cosa resta dentro di noi dopo un cammino? Possiamo riportare nella vita quotidiana un po’ della lentezza imparata viaggiando?
Vi lasciamo con queste domande, che forse vi aiuteranno a scegliere e vivere ancora più pienamente il prossimo viaggio.
Scritto dal Team di SloWays
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