

C’è una giornata dedicata alla neve, al silenzio dell’inverno e alle montagne immacolate.
Ed è proprio da qui che vogliamo partire per parlare della montagna che si cammina, quella che prende vita quando la neve si ritira, i sentieri riemergono e il viaggio diventa possibile a piedi.
La montagna che amiamo in SloWays non è quella delle imprese estreme o delle performance sportive, ma quella attraversabile, viva, fatta di pascoli verdi, foreste ombrose, creste panoramiche, rifugi accoglienti, vallate silenziose e piccoli villaggi. È la montagna di primavera, estate e inizio autunno: bellissima, generosa, ma che richiede rispetto, consapevolezza e scelte intelligenti.
Camminare in montagna è un’esperienza potente. Farlo bene significa scegliere il percorso giusto per sé, conoscere il contesto, prepararsi con attenzione e accettare che, qui più che altrove, è la natura a dettare il ritmo.
Una delle domande più frequenti che riceviamo è: “Ma io sono adatto a un viaggio in montagna?”
La risposta è quasi sempre: dipende da quale montagna.
I nostri viaggi coprono livelli di difficoltà molto diversi, pensati per accompagnare persone con esperienze, aspettative e condizioni fisiche differenti. Esistono itinerari facili e non tecnici, perfetti per chi si avvicina per la prima volta alla montagna a piedi: sentieri ben tracciati, quote moderate, dislivelli graduali, come il Sentiero del Castagno, la Val di Fassa Easy o alcuni percorsi lungo la Via Francigena alpina, dove si dorme sempre in hotel e si cammina senza stress.
Altri viaggi sono più panoramici e dinamici, con dislivelli più marcati ma accessibili a chi ha una buona abitudine al cammino: Dolomiti, Alpi, Appennini, montagne mediterranee come le Alpujarras, la Creta montuosa, il Menalon Trail o la Val Maira. Qui la fatica è ripagata da viste ampie e da una maggiore immersione nel paesaggio.
Infine, esistono esperienze più avventurose e impegnative, come il Tour del Monte Bianco, l’Alta Via 1, il Laugavegur in Islanda o i trekking più selvaggi nei Balcani. In questi casi si cammina spesso in quota e ci si sposta ogni giorno da un rifugio all’altro: è fondamentale essere consapevoli che interrompere il percorso può essere logisticamente complesso, e che sopravvalutare le proprie capacità non è una sfida, ma un rischio reale.
Ci sono anche itinerari flessibili, in cui si pernottano più notti nello stesso rifugio o struttura, scegliendo ogni giorno il sentiero più adatto alle proprie energie. Sono soluzioni ideali per gruppi con livelli leggermente diversi, o per chi desidera la libertà di fermarsi e riposare senza pressioni.
Scegliere il livello giusto non significa rinunciare: significa vivere la montagna con intelligenza, sicurezza e piacere.
Dormire in montagna è parte integrante del viaggio, ma non tutti gli itinerari prevedono la stessa esperienza di pernottamento.
Alcuni viaggi alternano rifugi e hotel, altri prevedono solo rifugi in quota, mentre altri ancora si svolgono interamente con hotel, B&B o strutture familiari, sempre con camera e bagno privato. Nei rifugi, spesso si dorme in camerate condivise, con bagni in comune e una vita comunitaria molto autentica. In alcuni casi sono disponibili camere private, ma sono poche e tendono a esaurirsi rapidamente, soprattutto in alta stagione: per questo vanno prenotate con largo anticipo.
I viaggi senza rifugi, invece, offrono un comfort maggiore e sono perfetti per chi vuole vivere la montagna senza rinunciare a spazi privati e a un riposo più strutturato.
Per evitare equivoci, ogni scheda viaggio SloWays indica chiaramente:
Sapere in anticipo che tipo di ospitalità ti aspetta è fondamentale per partire sereni e godersi davvero l’esperienza.
In montagna, usare una funivia o un mezzo pubblico non significa “fare meno”.
Significa fare una scelta consapevole.
Molti itinerari prevedono l’uso di funivie, seggiovie o trasporti locali per evitare tratti asfaltati, ridurre una tappa troppo lunga o adattare il percorso alle condizioni meteo e fisiche. In alcuni casi permettono di raggiungere direttamente quote panoramiche, concentrando il cammino sui tratti più belli.
Nei nostri viaggi, ogni spostamento è indicato con grande precisione, giorno per giorno: quale funivia prendere, dove inizia il sentiero, dove termina la tappa. I percorsi sono sempre pensati per iniziare e concludersi in punti chiari, senza lasciare dubbi o incertezze sull’orientamento. In alcuni caso, prendere una funivia può anche essere un'opzione per rendere più breve un percorso giornaliero, permettendo di avere diverse opzioni sulla lunghezza e difficoltà dell'itinerario giornaliero.
Questo approccio rende il cammino più fluido e accessibile, e permette di vivere la montagna con maggiore tranquillità, senza stress inutili.
In montagna, l’abbigliamento non è un dettaglio: è uno strumento fondamentale per vivere il cammino con serenità. Anche in piena estate, le condizioni possono cambiare rapidamente e ciò che sembra superfluo a valle può diventare indispensabile poche ore dopo, soprattutto in quota.
La regola di base è quella degli strati, che permette di adattarsi facilmente alle variazioni di temperatura durante la giornata. Un buon strato traspirante a contatto con la pelle aiuta a gestire il sudore durante la salita; uno strato termico leggero è prezioso al mattino presto, in cresta o durante le pause; una giacca impermeabile e antivento è sempre necessaria, anche quando le previsioni sembrano ottime. In montagna, il vento può abbassare rapidamente la temperatura percepita e un temporale può arrivare senza troppo preavviso.
Accanto all’abbigliamento, ci sono alcuni elementi che non dovrebbero mai mancare nello zaino: un cappello per il sole e uno più caldo, la protezione solare (perché l’esposizione aumenta con la quota), occhiali da sole, guanti leggeri, soprattutto a inizio e fine stagione. Le calzature meritano un’attenzione particolare: scarponcini o scarpe da trekking già testate, mai nuove, sono fondamentali per evitare vesciche e problemi ai piedi, così come calze tecniche di buona qualità.
Infine, è importante ricordare che ogni viaggio è diverso. Nei trekking con rifugi in quota o senza trasporto bagagli, la scelta dell’abbigliamento diventa ancora più cruciale: pochi capi, ma davvero funzionali. In quelli con trasporto bagagli, c’è più margine, ma il consiglio resta lo stesso: essere essenziali, perché anche in montagna la leggerezza rende il cammino più piacevole.
Il meteo in montagna non è un semplice sfondo: è una presenza costante, che accompagna ogni giornata di cammino e può influenzare profondamente l’esperienza. A differenza della pianura, qui i cambiamenti possono essere rapidi e marcati: una giornata limpida può trasformarsi in poche ore, le temperature possono scendere improvvisamente e la presenza di vento o nubi basse può cambiare completamente la percezione del paesaggio.
Anche nei mesi estivi, non è raro trovare neve residua su alcuni tratti, soprattutto nei passaggi più alti o esposti a nord. In altri casi, la neve può essersi sciolta completamente ma lasciare il terreno umido o instabile. Questo rende fondamentale informarsi bene prima di partire, controllando non solo le previsioni generali, ma anche i bollettini locali, più affidabili in montagna.
Un aspetto spesso sottovalutato sono i temporali estivi, che in quota possono essere più intensi e pericolosi, soprattutto su creste, passi o tratti esposti. Per questo è buona pratica partire presto al mattino, evitare di trovarsi in alto nelle ore più instabili e non esitare a modificare i propri piani se le condizioni lo richiedono. In montagna, saper rinunciare o adattarsi è segno di esperienza, non di debolezza.
Alcuni itinerari hanno una finestra stagionale molto precisa: la neve può sciogliersi tardi o tornare presto, limitando il periodo ideale per percorrerli. Anche per questo, consultare attentamente la scheda viaggio è fondamentale: indica quando il percorso è consigliato e quali condizioni aspettarsi, aiutando a partire con maggiore consapevolezza.
La montagna è un ambiente fragile, dove ogni gesto ha un peso maggiore rispetto ad altri contesti. Qui non ci sono infrastrutture diffuse, la raccolta dei rifiuti è limitata e la natura impiega molto più tempo a “digerire” ciò che viene lasciato indietro. Per questo, camminare in modo sostenibile non è un’opzione, ma una responsabilità.
Il primo principio è semplice: tutto ciò che porti con te, lo riporti a valle. Anche i rifiuti organici, che in montagna non sempre si decompongono come in altri ambienti. Usare una borraccia riutilizzabile, ridurre gli imballaggi prima di partire, scegliere snack con meno confezioni è un piccolo gesto che, moltiplicato per molti camminatori, fa una grande differenza.
Il rispetto passa anche dai sentieri: restare sui tracciati segnati protegge la vegetazione e riduce l’erosione del terreno, mentre attraversare pascoli o aree non segnalate può disturbare animali e attività locali. Allo stesso modo, è importante osservare la fauna a distanza, senza avvicinarsi o interferire, e rispettare il lavoro di chi vive e lavora in montagna.
Viaggiare lentamente, a piedi, è già una scelta sostenibile. Farlo con attenzione, riducendo l’impatto e valorizzando le economie locali — rifugi, piccoli hotel, produttori del territorio — rende il viaggio non solo più responsabile, ma anche più autentico. La montagna non è uno sfondo da consumare: è un luogo vivo, che ci accoglie solo se sappiamo attraversarlo con rispetto.
Fiducia nel proprio corpo, nei propri limiti, nel tempo che si dilata.
Non è una gara, non è una prova di forza, non è una sfida da vincere.
È un viaggio che richiede attenzione, ascolto e onestà. Quando scegli il percorso adatto a te, prepari lo zaino con criterio, rispetti il meteo e il territorio, la montagna restituisce qualcosa di raro: spazio, silenzio e chiarezza.
Ed è lì che il viaggio diventa davvero SloWays.
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