Pietrasanta, la piccola Atene
 
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Pietrasanta, la piccola Atene

Pietrasanta, la piccola Atene

02 Nov 2020

La chiamano la Piccola Atene.

Pietrasanta - Sloways

Piazza del Duomo, Pietrasanta

Ho pensato che fosse l’appellativo più adatto pochi istanti dopo aver messo piede in questo luogo idilliaco e senza tempo.

Situata ai piedi della catena delle Alpi Apuane e attraversata dalla Via Francigena, Pietrasanta è conosciuta per essere il capoluogo storico della Versilia e per la sua lunga tradizione di lavorazione artistica del marmo. Si dice che lo stesso Michelangelo venne qui a negoziarne l’acquisto per la realizzazione del paramento marmoreo della facciata della Basilica di San Lorenzo, poi mai completato.

Ma se non ci si è mai addentrati fra le viuzze di questa cittadina, difficilmente si riuscirà a capire la vera essenza di questo luogo. Qui, la commistione con l’arte, il senso di bellezza, la ricerca estetica non si esauriscono nella presenza di opere di alto valore artistico o architettonico, seppur presenti e di notevole prestigio.

Quello che davvero distingue Pietrasanta è l’aria eccentrica che vi si respira.

Un laboratorio di idee e creatività frutto dell’incontro di numerosi artisti, scultori, collezionisti e personaggi del mondo dell’arte che hanno fatto di questo luogo un museo a cielo aperto, nonché meta prediletta in cui trasferirsi o trascorrere del tempo in attesa della prossima ispirazione.

A Pietrasanta ho passeggiato più volte letteralmente rapita dal susseguirsi di gallerie d’arte, gipsoteche, laboratori di ceramiche, case d’artista, esposizioni temporanee, negozi di antiquariato, boutique di alta moda e tessuti preziosissimi.

Uno stimolo visivo continuo che rapisce anche i meno interessati, tanta è l’eleganza, l’attenzione al dettaglio, la bellezza.

Viale - Pietrasanta - Sloways

Mostra "Truly" dello scultore Fabio Viale a Pietrasanta, agosto 2020

Camminando per le vie del centro può capitare di scambiarsi con personaggi eclettici, artisti, intellettuali. Si riconoscono dal cappello e quell’aria trasognata, lo sguardo sempre un po' spaesato, tendenzialmente all’insù, che cerca qualcosa che va oltre l’immediatamente comprensibile. Poi li vedo fermarsi, sedersi ad un bar, riposare i pensieri. 

Decido di fare come loro ed entro in un locale, mi siedo. Anche qui, lo stupore sperimentato all’esterno si ripete: mi guardo intorno, noto i tavoli di design, alcune riproduzioni di Botero appese alle pareti, le luci soffuse che creano giochi di ombre sul soffitto, i menù stampati su carta di riso. Sedersi a mangiare si rivela qualcosa che va oltre la semplice esperienza enogastronomica. Mi concedo questo piacere per gli occhi ed il palato, affascinata.

C’è qualcosa a Pietrasanta che non riesco a spiegare, la sensazione di trovarmi in un luogo dalla classicità rivisitata, ordinata ma sbarazzina, misurata ma sfarzosa.

Una piccola Atene, gloriosa del suo passato, ma carica di un’energia nuova, contemporanea, che brulica di artisti e sognatori in cerca di atelier per le prossime creazioni.

Se ti va di vederli, ti consiglio una sosta in cammino sulla Via Francigena, da Pontremoli a Lucca. 

Chiara Martelli Scritto da Chiara
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