Via Francigena da Viterbo a Roma
 
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Sutri, tra storia e mito

Sutri, tra storia e mito

30 Nov 2020

La via Francigena da Viterbo a Roma è un viaggio incantato costantemente in bilico tra storia e mito.

Le città che si incontrano lungo il cammino testimoniano un passato fatto di scontri tra il dominio etrusco e quello romano, invasioni barbariche e possedimenti pontifici. Ma tra le distese di noccioleti e i boschi di querce che scandiscono il cammino, si respira un’atmosfera surreale, densa di leggende ed evocazioni letterarie: siamo nelle terre di Orlando, il paladino furioso nipote di Carlo Magno e cantato dall’Ariosto, che pare si aggirasse proprio in questi luoghi in cerca di avventure.

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Particolare delle Torri d'Orlando: monumenti di epoca romana del I sec. a.C e una torre campanaria appartenente ad una chiesa benedettina "Sancta Maria in campis" (sec. X). La leggenda narra che ai piedi di queste torri, all'ombra delle grandi querce che un tempo caratterizzavano la zona, Orlando riposasse con il suo esercito. 

Il cammino è un climax di suggestioni e misteri che si amplificano a Sutri, dove sembra che la leggenda abbia avuto origine. Si racconta, infatti, che fu proprio in un tomba etrusca, nei pressi di questa cittadina, che la sorella dell’imperatore Carlo Magno partorì l’eroico paladino Orlando. Quello che succederà in seguito verrà congelato per sempre nei celebri poemi cavallereschi che narrano le sue gesta, ma camminando in queste terre potrà succedere di avvertire il suo spirito che ancora aleggia nell’aria, furioso d’amore per la perduta Angelica.

Visitare Sutri non è solamente compiere un viaggio nella letteratura cavalleresca per eccellenza, tra “le donne, i cavalieri, l’armi, gli amori”; è anche scoprire le testimonianze di una storia tanto lontana quanto tangibile nel paesaggio odierno. Il Parco Monumentale dell’Antichissima Città di Sutri è un museo archeologico a cielo aperto che si dispiega su una superficie di 7 ettari e conserva un patrimonio storico-artistico etrusco-romano di inestimabile valore.

Lo stupore inizia con la vista dell’anfiteatro romano interamente scavato in un enorme blocco di tufo, databile fra la fine del I secolo a.C. e l’inizio del I secolo d.C. Rimasto nascosto per secoli nella collina in cui fu costruito, è stato riportato alla luce solo negli anni 30 del 1800 dalla famiglia Savorelli, proprietaria del fondo e dell’omonima Villa settecentesca con giardino all’italiana adiacente al Parco.

Anfiteatro Sutri_Sloways

Anfiteatro romano di Sutri 

Dopo un breve sentiero nel verde, si raggiunge l’altra meraviglia di Sutri: la Chiesa della Madonna del Parto. Una chiesa cristiana tutt’altro che canonica, costruita su un antico Mitreo, il tempio pagano dedicato al dio Mitra.

Il Mitraismo era un culto misterico esercitato da cerchie ristrette di maestri-sacerdoti, per questo la presenza del tempio doveva essere discreta, nascosta, riservata a pochi discepoli. Solitamente scavati in ambienti sotterranei, i mitrei erano luoghi bui a cui si accedeva per gradi, come in un vero rito propiziatorio.

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Chiesa della Madonna del Parto, facciata esterna.

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Chiesa della Madonna del Parto, navata interna. 

Oggi, l'edificio è stato convertito in una piccola chiesa cristiana dedicata alla Madonna col Bambino; le pareti tufacee sono illuminate dal colore di affreschi di arte sacra e la visita è un’esperienza imperdibile. 

Per vederla, parti in viaggio sulla Via Francigena a piedi, da Viterbo a Roma

 

Chiara Martelli Scritto da Chiara
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