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Sette modi per assimilare vitamina D

Sette modi per assimilare vitamina D

10 Oct 2019

Camminare durante una giornata di sole ci dona la possibilità di apprezzare i paesaggi illuminati, i colori messi in risalto dai raggi solari che in qualunque stagione rendono il panorama un palcoscenico per la nostra vacanza.

Il sole oltre che metterci di buon umore aiuta il nostro corpo ad assorbire la vitamina D, sintetizzata attraverso la pelle grazie all’esposizione ai raggi solari.

Approfittiamone, ecco sette modi per massimizzare i benefici di questa autentica panacea per il nostro organismo.

 

Vitamina D

 

Perché è così importante?

La vitamina D è fondamentale per il nostro corpo, perché aiuta a mantenere sane ossa e muscoli, tiene sotto controllo gli attacchi di fame ed allontana la depressione. Un altro motivo per considerare la passeggiata un elisir di lunga vita.

Iniziamo dal principio: la vitamina D è una vitamina liposolubile, ovvero ha la capacità di sciogliersi nei grassi (così come le vitamine A, D, E e K). Diversamente dalle altre vitamine, la nostra vitamina D ha una caratteristica unica, ovvero la capacità di poter essere sintetizzata dall’organismo attraverso l’esposizione alla luce solare. Le altre vitamine, al contrario, possono essere assimilate dall’organismo solo attraverso l’alimentazione.

Chiamata anche calciferolo, la vitamina D è presente nel nostro organismo sotto forma di ergocalciferolo (vitamina D2) e colecalciferolo (vitamina D3). Questo gruppo di vitamine è presente in maniera differente negli alimenti di origine vegetale (vitamina D2) e origine animale (vitamina D3), quest’ultima è quella che viene sintetizzata attraverso la pelle tramite l’esposizione ai raggi solari.

Un deficit di vitamina D può essere quindi dovuto ad una scarsa assunzione alimentare o un’insufficiente esposizione solare. In alcuni casi la carenza di vitamina D può essere causata da danni epatici e renali che non ne rendono possibile la corretta attivazione.

 

Ecco quindi sette modi per assimilare vitamina D.

 

Lucertola al sole

 

1 – Dai spazio alla lucertola che è in te

Come abbiamo visto, la vitamina D è un’autentica “vitamina del sole” grazie alla capacità di essere sintetizzata dalla reazione della pelle al contatto con i raggi solari. La vitamina D prodotta dalla reazione può essere anche il doppio di quella assimilabile tramite l’alimentazione o gli integratori.

Il tempo necessario per produrre la vitamina D varia in base al colore della pelle, perché viene reso meno efficace dalla quantità di melanina presente nella nostra pelle. La melanina è il pigmento che determina quanto la pelle sia chiara o scura, ragion per cui le persone con la pelle più scura avranno bisogno di passare più tempo al sole per produrre vitamina D rispetto a persone con la pelle più chiara.

Il processo di produzione della vitamina D attraverso l’esposizione perde la sua efficacia con l’aumentare dell’età.

Un cammino in qualsiasi stagione è un vero toccasana per l'umore, la forma fisica e...la vitamina D!

 

 

Tonno e pesci

 

2 - Fatti aiutare dal mondo marino

Tra gli alimenti di origine animale che ci permettono di assimilare la vitamina D3 troviamo il pesce ed i frutti di mare, le fonti che a seconda del tipo e della specie (in primis tonno, sgombro e ostriche) contengono in genere più Vitamina D rispetto alle altre specie.

In aggiunta al colecalciferolo, i pesci sono ricchi di acidi grassi omega 3, particolarmente importanti contro le malattie cardiovascolari.

Una vacanza lungo la costa in Italia, Portogallo o Svezia possono essere un'occasione di unire l'utile al dilettevole!

 

Fungo

 

3 – Funghi!

L’unica fonte di vitamina D2 completamente vegetale in natura sono i funghi. In maniera simile a quanto accade nel nostro corpo, anche nei funghi l’esposizione ai raggi solari stimola la produzione di vitamina D.

Quelli selvatici contengono solitamente più vitamina D rispetto a quelli coltivati, sebbene ti consiglio di far controllarne sempre la commestibilità.

 

Tuorlo dell'uovo

 

4. Le uova, il tuorlo e la gallina

Anche l’uovo può essere considerato una fonte di vitamina D. Così come i funghi, i tuorli delle uova hanno un contenuto variabile di vitamina D.

Il differente contenuto è dato da quanto la gallina sia stata esposta ai raggi solari. Le uova delle galline ruspanti, in questo senso, possono essere considerate come una grande fonte di vitamina D.

Arrivare a Roma dopo un cammino o una pedalata lungo la Via Francigena e festeggiare l'arrivo con una carbonara non è mai stata un'idea così allettante!

 

Succo d'arancio

 

5 – Gli alimenti “fortificati”

Abbiamo visto come alcuni alimenti naturali di origine animale o vegetale abbiano un contenuto di vitamina D naturale.

Esistono però degli alimenti conosciuti come “fortificati”, ovvero addizionati di nutrienti in maniera artificiale. Alcuni esempi di prodotti fortificati possono essere il succo d’arancia, il tofu o alcuni tipi di yogurt.

 

Vitamine e integratori

 

6 – Integratori

Se intolleranze a specifici alimenti, diete da seguire o semplicemente gusti personali dovessero allontanarti dalle fonti animali o vegetali di vitamina D, gli integratori potrebbero essere il modo migliore per garantirti un livello sufficiente al corretto funzionamento dell’organismo.

Il medico curante in questo caso è la persona che può consigliarti con maggior sicurezza quale integratore assumere; non è obbligatorio il consulto di un medico, ma è sicuramente più sicuro che andare per tentativi.

 

Lampada UAV

 

7 – L’ultima spiaggia...in casa

Il sole è la miglior fonte di vitamina D, ma sicuramente ti starai chiedendo se questa affermazione può essere considerata valida anche nei mesi freddi, quando il tempo, la geografia o lo spazio ci impediscono un’esposizione pari a quella dei mesi caldi.

E’ in questo caso che vengono in “soccorso” le lampade UVB, anche se consigliabili come vera e propria ultima spiaggia. Imitando l’azione del sole e utilizzate per curare vari problemi della pelle, le lampade UVB hanno subito negli ultimi anni una più forte commercializzazione come soluzioni per migliorare l’apporto di vitamina D.

La sicurezza è fondamentale riguardo a questi dispositivi, perché il rischio di un’esposizione troppo lunga è di ritrovarsi con la pelle bruciata. Per questo motivo, ricordati di limitare l’esposizione a massimo 15 minuti alla volta.

 

 

Vincenzo Bua - Social Media Scritto da Vincenzo
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