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La Toscana sconosciuta: luoghi “fuori posto” nel tempo e nello spazio

La Toscana sconosciuta: luoghi “fuori posto” nel tempo e nello spazio

05 Apr 2020

Ah, ma è in Toscana? 

Fra Arbia ed Asciano la strada si incurva, come se si premurasse di fornirci a ogni piega angolazioni sempre diverse da cui ammirare il paesaggio delle Crete Senesi. Parcheggio la bici su una piazzola laddove la via (un segnale mi indica trattarsi della Lauretana) sembra aver trovato una posizione soddisfacente assestandosi su una cresta, offrendomi un punto di vista privilegiato sulla campagna. Guardo sotto, i paesaggi aridi mi hanno sempre affascinato. Assieme a me si affacciano due pensionati, uno rompendo la magia commenta alla moglie “Marghe, sembra di essere in Arizona!”.

Lì per lì rimasi un pò stranito nel contrasto fra la beatitudine in cui ero immerso e questo paragone superficiale, ma questo episodio mi fece riflettere. In effetti la Toscana ha alcuni luoghi che sono sorprendenti proprio perchè inaspettati, alcuni anche apparentemente fuori posto e incongrui col resto. A un occhio superficiale non dovrebbero stare lì, non ti immagini che siano in Toscana magari. Ma ci sono.

 

Lorenzetti - Buongoverno

  

Un deserto? vulcani?

In effetti non so quanti conoscano l’esistenza di questa piccola area desertica, il Deserto di Accona, nel cuore della Toscana più turistica. Questa zona viene definita “deserto” dai tempi medievali, e consiste di ciò che fino al Pliocene era il fondale del Mar Tirreno. E’ formato da argilla e mattaione (ovvero un misto di salgemma e gesso, nonchè paragone usato da molte nonne toscane per descrivere la durezza delle teste dei nipoti). La caratteristica peculiare di Accona è rappresentata dalle biancane, rilievi rotondeggianti bianchissimi formati da depositi salini crepati dalla siccità. Rilievi simili sono più diffusi nelle Badlands dell’America del Nord.

Prima che qualche oliveto tentasse faticosamente di insediarsi in questo terreno così arido, l’area desertica era molto più estesa. Potete trovare testimonianza della sua antica estensione nello splendido ciclo di affreschi “L'Allegoria ed Effetti del Buono e del Cattivo Governo” di Ambrogio Lorenzetti (conservati a Siena, nel Palazzo Pubblico).

Oggi, questa area secca rimane un unicum nei paesaggi dell’Italia centrale. Un paesaggio lunare che offre una piacevole variazione cromatica tendente al bianco più abbacinante, arricchendo ancora di più la tavolozza delle crete senesi, già ricca di tinte lucenti.

In Toscana abbiamo anche un vulcano. Sempre negli affreschi del Lorenzetti si distingue nettamente il profilo dell’Amiata. Che in realtà non è un monte, bensì un vulcano. Certo, è “dormiente”... ma chi non avrebbe bisogno di un sonnellino come il suo, che dura finora da 180.000 anni? Onore a te Amiata, montagna sacra di noi pigri.

 

 

Fabbriche di Careggine

  

Paesi nell’acqua e fuori dal tempo

Anche nella provincia di Lucca c’è chi dorme della grossa, ma è il sonno placido e subacqueo di Fabbriche di Careggine. Il paese fu fondato nel medioevo da una colonia di fabbri bresciani (a proposito di stranezze spazio-temporali!) e rappresentò per secoli un importante centro artigianale lungo la Via Vandelli, che collegava Lucca a Modena. Quando nel secondo dopoguerra si decise di creare un bacino artificiale chiuso da una diga, il paese di Fabbriche e la sua vallata vennero sommersi per sempre (o quasi). Ogni venti anni circa l’invaso viene svuotato e si ha la rara possibilità di visitare le rovine di questo paese: la chiesa di San Teodoro e le sue vie normalmente cullate dalle acque.

Breve parentesi: per noi tipi amanti dei luoghi un pò crepuscolari ma romantici, posso consigliare altri paesi abbandonati. A Toiano, vicino Palaia (entroterra Pisano) potete camminare fra rovine antiche e moderne, attorniati solo da gatti. La sensazione è di spaesamento: pare di trovarsi in un luogo spopolatosi in maniera improvvisa poco tempo fa, mentre girando un altro angolo si torna indietro di secoli. A breve distanza, avete occasione di fare doppietta con la visita a Villa Saletta, altro minuscolo borgo disabitato e set di vari film (vari dei fratelli Taviani, “N-Io e Napoleone” di Virzì). D’obbligo la visita al Bar Giannini 1880, altra capsula temporale nota per lo spettacolare ponce del novantaseienne (!) signor Aldo, che tiene ininterrottamente aperto l’esercizio dagli anni Trenta. Letteralmente: l’unica mezza giornata di chiusura è stata nel 1944, durante la ritirata tedesca.

 

Zanara

 

Un’isola fantasma

Sapevate che in Toscana esiste anche un’isola che non c’è? Ebbene, c’è...o meglio, no. L’arcipelago toscano è notoriamente formato da sette isole maggiori (Elba, Capraia, Giglio, Pianosa, Gorgona, Montecristo e Giannutri), tuttavia in molte mappe rinascimentali ne troverete un’altra, Zanara. Viene riportata anche da Mercatore, il cartografo più insigne della sua epoca, ed è citata nella biografia di San Mamiliano da Palermo. Nelle mappe del Settecento l’isola sparisce, senza che alcuna fonte ne attesti il motivo, e se ne perde la memoria. Un errore nelle mappe appare poco probabile, e poi perchè inventarsi un nome dal niente? Una ipotesi potrebbe essere quella di attività vulcaniche o sismiche che avrebbero fatto scomparire l’isola inabissandola, come accaduto all’Isola Ferdinandea in Sicilia (1831).

Qualunque sia la vostra opinione al riguardo, se siete appassionati di immersioni gli esperti consigliano di esplorare il punto in cui l’isola sarebbe scomparsa. Poi mi raccontate com’è. Io però vi aspetto dalla riva, ammirando all’orizzonte il profilo di Giannutri. Quella non mi sembra per niente fuori posto, anzi lì ci sta proprio benissimo.

 

Luca Pacchiarini - Vendite

Scritto da
Luca

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