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Dell'amore di Torino per il caffè

Dell'amore di Torino per il caffè

15 May 2020

In ufficio sono conosciuta come la coffee nerd. Quella con tanti strani macchinari per portare a termine un gesto semplice come lo sono 7 grammi di caffè macinato che in qualche secondo si trasformano in una tazzina fumante, da consumare con uno scendiletto alla crema nel nostro bar di fiducia. Io macino in grani più o meno spessi, peso l’acqua che verso nei miei alambicchi, attendo un numero di secondi ben preciso prima dell’azione successiva, raddoppiando il tempo e soprattutto ottenendo un intruglio che pochi Italiani definirebbero caffè.

Ma pur sempre italiana sono, e nella settimana dedicata al Piemonte voglio raccontarvi come la storia del caffè sia indissolubilmente legata a questa regione - già patria e culla di cose belle e soprattutto buone, come Luca ha già avuto modo di raccontarvi. Torino, città magica e apparentemente austera - ma insieme accogliente ed innovativa, dal sapore internazionale. E’ qui che inizia la nostra storia.

Sì, perché la macchina del caffè espresso fu creata proprio all’ombra della Mole, in occasione dell’Expo Generale di Torino del 1884: Angelo Moriondo, proprietario di bar e ristoranti la cui famiglia forniva cioccolato alla Real Casa Savoia, creò la prima macchina per produrre caffè espresso. La bevanda più amata dagli italiani fu così battezzata proprio in quest’occasione; la macchina poteva infatti produrre fino a 300 tazze in un’ora, una velocità prima impensabile che valse al caffè prodotto l’appellativo che porta ancora oggi. Moriondo non utilizzò mai il suo brevetto per commercializzare la macchina - fu il milanese Pavoni ad acquistarlo e iniziare la produzione in serie - ma da allora Torino e il caffè sono legati da una storia d’amore in continua evoluzione.

 

Il brevetto di Moriondo

          Il brevetto di Moriondo 

 

I luoghi per assaporarla sono molti, e per tutti i gusti: impossibile non menzionare i caffè storici di Torino, luoghi affascinanti e ricchi di storia, che i locali affollano con lo stesso entusiasmo dei torinesi del 1800. Prendere un espresso al Caffè Mulassano la domenica mattina è un rito irrinunciabile: l’esterno in legno scuro, l’elegante interno ricoperto di specchi, il soffitto a cassettoni rappresentano il posto felice di tante famiglie torinesi, immagini che si ripetono ogni giorno di festa, fondamentali ad un buon inizio di giornata quanto il caffè delizioso che viene servito.

 

Caffè Mulassano

Il Caffè Mulassano  

Proseguiamo con il Caffè al Bicerin, a detta di molti il miglior posto per degustare l’iconico Bicerin: caffè espresso, cioccolata calda e crema di latte, servito in un bicchiere trasparente - apprezzare i colori caldi dei diversi strati è parte dell’esperienza, qualche secondo per ammirare la crema di latte farsi dorata, il caffè colorarsi di cioccolato. Un mix tanto delizioso da essere incluso nella “Merenda Reale” che si serviva alla Corte Sabauda per calmare l’appetito dei nobili tra pranzo e cena. La ricetta? Apparentemente facile, in realtà molto precisa e gelosamente custodita - qualcuno dice che Al Bicerin serva l’originale, qualcun altro che invece sia Fiorio…meglio assaggiarle entrambe e farvi la vostra idea.

 

Bicerin

Il Bicerin 

Sfuggiamo un attimo dalla tradizione e concediamoci una pausa caffè nel mondo Specialty: il Laboratorio Orso è il luogo perfetto per uscire dagli schemi e provare qualcosa di diverso dal solito espresso. Infinite miscele, origini, tipologie di caffè, preparate con le metodologie più svariate: v60, aeropress, chemex…quei famosi alambicchi (non per niente è un laboratorio!) con cui anche io mi diverto, capaci di produrre bevande che profumano di caramello e pompelmo, sanno di prugna e cioccolato fondente.

 orso laboratorio

 Orso - Laboratorio Caffè (credit. Orso Laboratorio Caffè)  

Infinite, varchiamo i confini della città per la nostra ultima tappa: a Chieri, subito fuori Torino, troviamo un altro luogo simbolo dell’amore dei torinesi per il caffè - la casa di famiglia dei Vergnano, famiglia votata al caffè dal 1880, che in questo splendido palazzo liberty hanno creato la loro accademia. Un luogo per imparare ed insegnare, degustare e scoprire: qui si formano baristi ed esperti di caffè, ma si accolgono anche visitatori che vogliono scoprire l’affascinante processo che porta il frutto del caffè a trasformarsi nel liquido più amato degli italiani. Che dal 2019 si tinge di rosa: Carolina Vergnano ha infatti creato il progetto Women in Coffee, raccolta fondi dedicata al sostegno e valorizzazione del ruolo delle donne nelle piantagioni di caffè.

 Accademia Vergnano

 Credit: Accademia Vergnano 

La storia d’amore tra Torino e il caffè, insomma, è iniziata secoli fa e non si è davvero mai conclusa. Anzi, si arricchisce ed intensifica, colorandosi di nuove idee, consapevolezze, animata dalla passione di chi crede - come me - che il caffè sia una delle cose che rendono più bella la vita, che sia un espresso la domenica mattina o una tazza profumata preparata nella cucina di casa.

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