Oltre Assisi: i luoghi più belli lungo la Via di Francesco

05 Nov 2026

Dagli antichi monasteri nascosti negli Appennini ai borghi medievali sulle colline e alle valli ricoperte di ulivi, la Via di Francesco svela un volto più tranquillo dell'Italia centrale. Scopri i paesaggi, i borghi e i tesori culturali che rendono così speciale questo storico itinerario a piedi.

Quando si pensa alla Via di Francesco, Assisi è solitamente il primo luogo che viene in mente. Con la sua magnifica basilica, le strade medievali e lo straordinario patrimonio artistico, la città umbra è senza dubbio una delle destinazioni più importanti lungo l'itinerario. Ma alcune delle esperienze più memorabili della Via di Francesco si vivono molto prima di raggiungere Assisi, oppure dopo essersela lasciata alle spalle.

Il Cammino di San Francesco attraversa una straordinaria varietà di paesaggi: dalle montagne boscose dell'Appennino toscano alle colline coltivate e alle valli dell'Umbria, per poi proseguire verso sud attraverso il Lazio fino a Roma. Lungo il percorso collega piccoli borghi, antichi santuari, città storiche e comunità rurali dove tradizioni secolari fanno ancora parte della vita quotidiana.

A rendere questo viaggio particolarmente interessante è il rapporto tra questi luoghi. Invece di spostarti da un'attrazione famosa all'altra, scopri come il paesaggio cambia gradualmente, come le città si sono sviluppate attorno a importanti vie religiose e commerciali e come le identità locali sono state plasmate dalla geografia, dall'agricoltura e dalla storia.

Se cerchi i luoghi più belli lungo la Via di Francesco, ecco alcune delle destinazioni e dei paesaggi che rendono questo viaggio davvero imperdibile.

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La Verna: un santuario nascosto nella foresta

Nel cuore dell'Appennino toscano, circondato da fitte foreste di faggi e abeti, il Santuario della Verna è uno dei luoghi più suggestivi legati alla vita di San Francesco.

Costruito su uno sperone roccioso, il santuario è da secoli un'importante meta di pellegrinaggio francescano. Secondo la tradizione, qui Francesco ricevette le stimmate nel 1224, un evento che consacrò La Verna come uno dei luoghi più significativi della storia francescana.

Eppure l'esperienza di una visita alla Verna va ben oltre la sua importanza religiosa.

Il complesso sembra emergere naturalmente dal paesaggio montano circostante, con edifici in pietra, cortili silenziosi e sentieri che si inoltrano nel bosco. All'interno si possono ammirare le straordinarie terrecotte invetriate di Andrea della Robbia e della sua bottega, mentre all'esterno la foresta crea un sorprendente contrasto tra la presenza monumentale del santuario e la semplicità dell'ambiente naturale.

Per chi inizia il cammino in questa parte della Toscana, La Verna introduce una delle caratteristiche distintive dell'itinerario: lo stretto legame tra il patrimonio culturale e i paesaggi nei quali si è sviluppato.

Il Casentino circostante è noto anche per le sue vaste foreste, le tradizionali comunità montane e la gastronomia locale, che comprende formaggi, castagne e piatti legati al patrimonio agricolo dell'Appennino.

Anghiari e la Valtiberina: la Toscana medievale oltre le città più famose

Proseguendo attraverso la Toscana orientale, lo scenario montano lascia gradualmente spazio alle valli e ai paesaggi coltivati della Valtiberina, l'alta valle del fiume Tevere.

È una zona della Toscana particolarmente interessante per chi desidera scoprire luoghi al di fuori delle destinazioni più famose della regione.

Tra questi c'è Anghiari, uno splendido borgo medievale perfettamente conservato, costruito su una collina che domina la campagna circostante. Il suo centro storico è un labirinto di stradine, case in pietra, ripidi passaggi e piccole piazze, con vedute che si aprono sulla valle.

Anghiari è inoltre strettamente legata alla battaglia omonima, combattuta nel 1440 tra le forze fiorentine e milanesi e in seguito immortalata nel celebre progetto artistico incompiuto di Leonardo da Vinci.

Ma il fascino del borgo non si limita alla sua storia. Passeggiare per le sue vie svela un volto più tranquillo e intimo della Toscana, dove botteghe artigiane, architettura tradizionale e vita quotidiana convivono con un importante patrimonio culturale.

Altrettanto interessante è la Valtiberina circostante. Campi, colline boscose e insediamenti rurali compongono un paesaggio decisamente diverso dalle immagini da cartolina più familiari della Toscana, mentre le tradizioni gastronomiche locali rispecchiano l'incontro tra influenze toscane e umbre.

Qui il piacere del cammino nasce anche dalla scoperta di quanto carattere si possa trovare in luoghi che raramente compaiono nei classici itinerari italiani.

Città di Castello: arte, architettura e vita quotidiana umbra

Entrando in Umbria, la Via di Francesco raggiunge Città di Castello, una città storica nella parte settentrionale della regione che offre un interessante connubio di architettura rinascimentale, arte contemporanea e tradizioni locali.

A differenza di molte città umbre arroccate scenograficamente sulle colline, Città di Castello sorge nella valle del Tevere, caratteristica che le conferisce un'atmosfera e un'identità urbana diverse.

Il centro storico conserva eleganti palazzi, chiese ed edifici civici che testimoniano la lunga storia culturale e politica della città. L'influenza della famiglia Vitelli, che ebbe un ruolo di primo piano durante il Rinascimento, è particolarmente evidente nella sua architettura.

Chi ama l'arte ha un motivo in più per fermarsi: Città di Castello ha dato i natali ad Alberto Burri, uno dei più importanti artisti italiani del Novecento. Le sue opere si possono scoprire nelle collezioni della Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri, ospitate in due spazi espositivi distinti.

Questo incontro inaspettato con l'arte moderna e contemporanea ricorda che la Via di Francesco non è soltanto un viaggio nella storia medievale e nel patrimonio religioso, ma anche un'opportunità per scoprire le molte identità culturali dell'Italia centrale.

La città è anche il luogo ideale per assaporare i ritmi quotidiani della vita umbra, dai mercati e caffè alla cucina locale, nella quale pasta fresca, tartufi, funghi e ingredienti stagionali hanno un ruolo importante.

Gubbio: un borgo medievale con una straordinaria storia francescana

Pochi luoghi lungo la Via di Francesco uniscono storia, architettura e leggenda in modo memorabile quanto Gubbio.

Addossata alle pendici del Monte Ingino, questa città medievale è immediatamente riconoscibile per gli imponenti edifici in pietra e la spettacolare posizione dominante sulla valle circostante.

Il suo centro storico è uno dei più affascinanti dell'Umbria, con strade ripide, palazzi monumentali e piazze panoramiche che ne rivelano il carattere medievale. Lo splendido Palazzo dei Consoli, affacciato su Piazza Grande, è uno dei suoi simboli più riconoscibili.

Ma Gubbio occupa anche un posto speciale nella storia di San Francesco.

Secondo la celebre leggenda del Lupo di Gubbio, Francesco riuscì a riconciliare un lupo pericoloso con gli abitanti terrorizzati della città, convincendo l'animale a non attaccare più le persone in cambio di cibo e cure.

Che venga interpretata come un miracolo religioso, un racconto simbolico o un'espressione del rapporto di Francesco con il mondo naturale, la storia resta profondamente legata all'identità di Gubbio.

La città vanta inoltre una ricca tradizione di feste e celebrazioni comunitarie. Una delle più straordinarie è la Festa dei Ceri, che si tiene ogni anno il 15 maggio, quando enormi strutture lignee vengono trasportate per le strade e poi verso la Basilica di Sant'Ubaldo in una spettacolare dimostrazione di devozione locale e identità collettiva.

Per chi cammina, Gubbio offre l'opportunità di scoprire un luogo dove architettura medievale, tradizione francescana e vita contemporanea della comunità restano strettamente intrecciate.

Valfabbrica: la quieta bellezza dell'Umbria rurale

Non tutti i luoghi memorabili lungo la Via di Francesco sono grandi città storiche.

Tra Gubbio e Assisi, l'itinerario attraversa la campagna attorno a Valfabbrica, una zona di colline boscose, paesaggi agricoli e piccoli insediamenti che offre una prospettiva diversa sull'Umbria.

Qui il fascino risiede meno nei singoli monumenti e più nel paesaggio stesso.

Il percorso a piedi attraversa sentieri rurali e tratti di bosco, passando tra campi, fattorie e colline che rivelano gradualmente la geografia della regione. È il tipo di campagna che invita a notare i dettagli più piccoli: i colori mutevoli della vegetazione, la disposizione degli uliveti e dei campi coltivati o il modo in cui i borghi appaiono sui pendii in lontananza.

Valfabbrica ha anche legami storici con la tradizione francescana, poiché fa parte della rete di percorsi che collegano Assisi a Gubbio e ai territori circostanti.

Questa parte del viaggio rappresenta particolarmente bene ciò che distingue il cammino a lunga percorrenza dal turismo tradizionale. Le attrazioni famose possono essere meno numerose, ma l'esperienza di attraversare gradualmente il paesaggio diventa un'attrazione in sé.

E dopo diversi giorni sul cammino, l'avvicinamento ad Assisi porta con sé un particolare senso di attesa.

Spello: fiori, storia romana e l'arte della bellezza quotidiana

Per molti viaggiatori, Assisi rappresenta la conclusione naturale di un pellegrinaggio. Ma proseguendo verso sud si scoprono alcuni dei paesaggi e dei borghi più belli dell'intera Via di Francesco.

Uno dei primi è Spello, una piccola città umbra famosa per le vie fiorite, lo splendido centro storico e la straordinaria posizione affacciata sulla campagna circostante.

Costruita sulle pendici del Monte Subasio, Spello ha origini romane ancora visibili nelle antiche porte, nelle mura e nei resti architettonici. Le sue strade medievali si snodano tra case in pietra, piccole chiese e terrazze affacciate sulla valle.

La città è particolarmente famosa per le Infiorate, elaborati tappeti floreali creati dagli abitanti in occasione del Corpus Domini. La tradizione trasforma le strade in opere d'arte temporanee composte da migliaia di petali, espressione di una straordinaria combinazione di maestria artigianale, patrimonio religioso e partecipazione della comunità.

Ma Spello merita una visita in ogni periodo dell'anno.

All'interno della Chiesa di Santa Maria Maggiore, la Cappella Baglioni custodisce magnifici affreschi del Pinturicchio, un altro esempio dei tesori artistici conservati nelle città più piccole dell'Umbria.

Oltre il centro storico, le colline circostanti sono ricoperte di uliveti dai quali nasce uno dei rinomati oli extravergine di oliva della regione.

Spello è un luogo meraviglioso per comprendere come arte, agricoltura, architettura e tradizioni locali possano unirsi e creare un'identità distintiva.

Spoleto: dove arte e paesaggio si incontrano

Più a sud, Spoleto offre un altro affascinante capitolo del viaggio culturale lungo la Via di Francesco.

La città ha una storia lunga e complessa, con influenze romane, medievali e rinascimentali visibili in tutto il centro storico. Le sue vie salgono verso l'imponente Rocca Albornoziana, la fortezza che domina la città, mentre la splendida Cattedrale di Santa Maria Assunta sorge al centro di uno degli scenari architettonici più belli dell'Umbria.

Spoleto è inoltre conosciuta a livello internazionale per il Festival dei Due Mondi, un importante festival di arti performative che dal 1958 porta in città musica, teatro, danza e artisti internazionali.

Questa combinazione di patrimonio antico e vita culturale contemporanea rende Spoleto particolarmente interessante per chi ama scoprire come i luoghi storici continuino a evolversi.

Il paesaggio circostante aggiunge un'ulteriore dimensione all'esperienza. Colline, foreste e uliveti si estendono oltre la città, mentre il celebre Ponte delle Torri, un monumentale ponte-acquedotto, illustra lo spettacolare rapporto tra l'architettura di Spoleto e il suo ambiente naturale.

Per chi percorre la tratta da Assisi a Spoleto, il viaggio riunisce alcuni degli elementi più caratteristici dell'Umbria: borghi medievali, paesaggi coltivati, importanti tesori artistici e un forte legame con le tradizioni locali.

I sapori della Via di Francesco: scoprire l'Italia centrale attraverso il cibo

Uno dei piaceri di viaggiare lentamente attraverso la Toscana e l'Umbria è l'opportunità di scoprire come la cucina locale rifletta i paesaggi e le comunità che si incontrano.

Lungo la Via di Francesco, la gastronomia è strettamente legata all'agricoltura, agli ingredienti di stagione e alle tradizioni sviluppatesi nel corso delle generazioni.

Nell'Appennino toscano e in Valtiberina si trovano piatti nati dalla vita montana e rurale, tra cui zuppe, pasta fatta a mano, formaggi locali, castagne e funghi. Quando l'itinerario entra in Umbria, l'olio d'oliva acquista un'importanza sempre maggiore, insieme a legumi, cereali, salumi e piatti tradizionali a base di pasta.

Specialità come gli strangozzi, una pasta lunga fatta a mano spesso servita con sughi al pomodoro o al tartufo, offrono un assaggio dell'identità gastronomica della regione. In città come Spello e Spoleto, l'olio extravergine di oliva prodotto localmente è un ingrediente essenziale e testimonia la coltivazione secolare degli ulivi sulle colline circostanti.

Il cibo offre anche occasioni di incontro con le persone che vivono lungo il percorso. Un piccolo ristorante, un forno di paese o una bottega di prodotti locali possono far conoscere tradizioni che altrimenti resterebbero invisibili agli occhi dei visitatori.

E dopo una giornata di cammino, anche il pasto più semplice può diventare uno dei momenti più piacevoli del viaggio.

Scoprire un territorio attraverso la sua cucina è un altro modo per comprendere il rapporto tra paesaggio, storia e vita quotidiana, e la Via di Francesco offre moltissime occasioni per farlo.

Perché camminare è il modo migliore per scoprire questi luoghi

Ci sono molti modi per esplorare la Toscana e l'Umbria, ma viaggiare a piedi offre un punto di vista particolarmente appagante.

La Via di Francesco non collega semplicemente belle destinazioni. Rivela gli spazi che le separano, permettendo a chi cammina di vivere il passaggio graduale dalle foreste montane alle valli fluviali, dalle colline coltivate ai borghi medievali.

Si inizia a capire perché i borghi siano sorti proprio in determinati luoghi, come le tradizioni agricole abbiano modellato la campagna e come la storia religiosa e culturale sia diventata parte del paesaggio.

È anche questo a rendere l'itinerario interessante per chi desidera scoprire un volto meno conosciuto dell'Italia. Mentre luoghi come Assisi attirano visitatori da tutto il mondo, molti dei borghi più piccoli e delle aree rurali lungo il cammino restano relativamente trascurati dal turismo internazionale.

In SloWays, le nostre vacanze a piedi autoguidate lungo la Via di Francesco sono pensate per aiutarti a esplorare questi territori al tuo ritmo, con itinerari pianificati con cura, strutture selezionate, trasporto bagagli e assistenza lungo il percorso.

Puoi scegliere di camminare tra le foreste e i borghi medievali da Chiusi della Verna ad Assisi, esplorare i paesaggi umbri tra Assisi e Spoleto oppure scoprire altri tratti di questo straordinario itinerario a lunga percorrenza.

Perché la bellezza della Via di Francesco non appartiene a una sola destinazione. Si trova nella varietà di luoghi, paesaggi e comunità che compongono il viaggio e nell'opportunità di scoprirli un passo alla volta.

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Scritto dal Team di SloWays

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